Panoramica del mercato immobiliare nel 2017 e previsioni per i prossimi mesi - 05/11/2017

Scritto da alex on . Postato in Blog

Tendenze incoraggianti per investitori e aziende nella "nuova realtà" del mercato immobiliare


 

Rispetto ai primi mesi dall'inizio della crisi in cui la Russia è scivolata verso metà 2014, questo 2017 che volge al termine da certi punti di vista lascia presagire alcune tendenze confortanti.

Indubbiamente negli ultimi anni si è assistito alla "fuga" di un gran numero di specialisti stranieri (diventati un costo eccessivo ed in certi casi ingiustificato per le rispettive società, che ora preferiscono puntare su manager russi) e molte realtà sia locali che non hanno chiuso i battenti. Tuttavia chi è rimasto nella maggior parte dei casi è riuscito a rafforzare le proprie posizioni conquistando fette di mercato lasciate orfane dai concorrenti deficitari.

In alcuni ambiti poi operatori che fino ad oggi consideravano lo "sbarco in Russia" troppo esoso ed arrischiato sembrano ora aver preso coraggio e paiono intenzionati a cogliere l'occasione per entrare su questo mercato che rappresenta comunque uno sbocco ad un bacino d'utenza potenziale da circa 150 milioni di persone.

La quasi totalità delle aziende che operano da molti anni nel paese e che si attengono a strategie a lungo termine, dopo un biennio complicato, nel corso del 2017 hanno ricominciato a registrare risultati incoraggianti che, seppur ancora lontani da quelli dei "tempi d'oro", comunque rappresentano una buona base per continuare a lavorare e magari per pianificare pure un'espansione.

Sono soprattutto queste le realtà imprenditoriali che non a caso proprio in questa fase tendono ad investire maggiormente, chi in immobili strumentali all'attività (uffici, show-room, altri), chi in stabilimenti produttivi, a seconda del settore di riferimento.

E' importante rilevare inoltre come buona parte dei russi si siano finalmente resi conto che quella attuale non è una "crisi di passaggio", bensì - come già più volte affermato anche da personaggi di primo piano del panorama finanziario e bancario locale - una vera e propria "nuova realtà" che coincide con l'ingresso del paese in un nuovo ciclo macroeconomico, destinato a protrarsi quasi sicuramente per diversi anni.

L'accettazione di questa definizione non ha valenza solo dialettica o astratta, ma fa una differenza sostanziale se si ragiona in termini di prospettive del mercato immobiliare nei prossimi mesi.

In questo senso cerchiamo qui di seguito di capire come alcune tendenze di questa "nuova realtà" si sono riflesse (o si potranno riflettere), direttamente od indirettamente, sul settore immobiliare in Russia:




Conseguenze negative


Conseguenze positive


Crisi economica

 

  • Incertezza sui mercati con approccio più cauto da parte degli investitori che hanno preferito (soprattutto nei primi mesi) adottare una strategia attendistica per capire che direzione avrebbe preso la situazione.


 

  • Per citare una celebre massima: non bisognerebbe mai far passare una bella crisi senza cercare di approfittarne ("Never let a good crisis go to waste" - W.Churchill)


Oscillazioni valutarie

 

  • Sconvolgimenti finanziari per tutte le aziende ed i privati che avevano contratto mutui o finanziamenti indicizzati in valuta straniera.

  • Complicazioni per gli operatori dediti alle importazioni nel riuscire a trovare politiche di prezzo che permettessero di mantenere livelli di vendite accettabili a fronte di margini operativi sempre più risicati.

 

  • Opportunità eccezionale per gli investitori con capitale di partenza in valuta, i quali hanno visto quasi raddoppiare il controvalore in rubli dei propri fondi.

  • Alcuni operatori stranieri optano per la delocalizzazione della produzione in Russia in modo da poter restare competitivi nei prezzi ed evitare il rischio legato a fluttuazioni repentine sui mercati valutari.


Riduzione del potere d'acquisto della popolazione

 

  • Molte più persone rispetto al passato hanno cominciato a cercare di limitare al minimo le spese "extra" (per beni o servizi considerati non di primaria necessità), il che ha portato ad un notevole calo dei fatturati di negozi, ristoranti, cinema ed altre attività.

  • Chiusura di molti negozi o ristoranti; le grandi catene cambiano approccio e cominciano ad adottare strategie volte all'ottimizzazione dei ricavi (anche per mezzo della riduzione del numero dei punti-vendita) con l'obiettivo di tenere aperti solo quelli che registrano buoni fatturati.

 

  • Le difficoltà attraversate dai commercianti e dai ristoratori hanno indotto le amministrazioni di molti centri commerciali ed i proprietari di locali fronte strada ad adottare politiche di prezzo più ragionevoli per cercare di evitare lunghi periodi di sfitto. Sebbene le location più ambite e pregiate per il retail e per lo shopping sia a Mosca che a San Pietroburgo mantengano quotazioni molto elevate, in generale i prezzi per spazi in posizioni di minor passaggio o più periferiche sono indubbiamente scesi.


Fallimento o chiusura di molte società (sia straniere che russe)

 

  • Un gran numero di specialisti stranieri è stato ricollocato dalle rispettive aziende in filiali estere o ha deciso di lasciare il paese di propria volontà.

  • Molte aziende hanno effettuato "tagli" al personale e ridimensionato le superfici degli uffici presi in affitto; altre sono state costrette a chiudere causa fallimento o perché la direzione non ha più ritenuto opportuno  proseguire l'attività.

 

  • Il fatto che molti appartamenti di pregio (che in precedenza erano affittati ad expat che poi hanno dovuto lasciare il paese) siano rimasti sfitti e che la domanda per questo tipo di opzioni oggi sia molto meno numerosa dell'offerta ha indotto i proprietari più saggi a scendere a più miti consigli con le loro aspettative, "riportandoli con i piedi per terra" dopo anni di prezzi iper-gonfiati cui si accompagnavano spesso atteggiamenti a dir poco scostanti da parte di locatori "viziati".

  • Il ridimensionamento o la chiusura di molte aziende hanno fatto finire sul mercato una notevole quantità di uffici e palazzetti indipendenti a destinazione direzionale. Anche qui l'evidente squilibrio tra un'offerta numerosissima ed una domanda piuttosto risicata ha fatto registrare negli ultimi anni una riduzione dei prezzi medi degli uffici che su alcuni segmenti sfiora il 30-40%.

 


Riduzione dei tassi d'interesse applicati dalle banche per i mutui ipotecari

 

/

 

  • La crescente accessibilità dei mutui fa da sostegno al mercato residenziale (sia dei primingressi che non). Dal 2015 ad oggi i tassi d'interesse medi applicati dalle banche russe sono scesi dal 15-17% al 10-11% all'anno, creando delle condizioni inusitatamente vantaggiose per i russi e gli stranieri residenti per l'accesso ai mutui ipotecari.

  • La riduzione dei rendimenti dei depositi bancari (nella maggior parte delle banche oggi depositi in rubli rendono al massimo il 7% all'anno) e la cronica sfiducia dei russi nei confronti degli istituti di credito induce un certo numero di risparmiatori locali a tornare a considerare l'investimento immobiliare (da mettere a reddito) una valida alternativa.


Controsanzioni russe (divieto di importazione di tutta una serie di prodotti agroalimentari provenienti dall'UE)

 

  • Perdita per i produttori italiani soprattutto del settore agroalimentare di un mercato di sbocco fondamentale come quello russo con conseguenti pesantissime ripercussioni economiche sulle aziende stesse e sull'indotto.
     

 

  • Un numero crescente di aziende straniere mostra interesse per la delocalizzazione della produzione alimentare in Russia in modo da eludere il divieto alle importazioni. Tra queste vi sono già diverse aziende italiane o progetti congiunti italo-russi che hanno avviato o potenziato con successo la produzione nel corso degli ultimi 12-18 mesi.
     


Nuova realtà di medio termine (non una semplice "crisi di passaggio")

 

  • Chi deve vendere o affittare un immobile in media deve mettere in conto tempistiche di esposizione molto più prolungate rispetto al passato. Non di rado i proprietari che partono da aspettative di prezzo "anacronistiche" rispetto alla fase attuale, dopo alcuni mesi di tentativi infruttuosi decidono di togliere l'immobile dal mercato "in  attesa di tempi migliori", anziché rivedere le proprie posizioni.

  • Nell'ottica dell'investimento a reddito la fase attuale può implicare periodi di sfitto più prolungati o maggiori difficoltà a trovare inquilini o conduttori affidabili che garantiscano lunghi periodi di locazione ininterrotta e che siano sempre puntuali nei pagamenti.

 

  • Sebbene una percentuale comunque significativa di proprietari non sembri disposta a rassegnarsi ancora alle mutate condizioni (ed al calo delle quotazioni) sul mercato, la maggior parte dei venditori o locatori invece è propensa ad allinearsi alle tendenze attuali e cerca di venire incontro alle posizioni delle controparti (laddove le stesse siano comunque ragionevoli).

  • Stando ai rilevamenti dell'osservatorio statistico immobiliare "IRN" da fine 2014 ad oggi le quotazioni sul segmento residenziale sono scese in media del 20-30%.

  • Gli addetti ai lavori ritengono improbabile  un'inversione di tendenza nei prossimi mesi, e prevedono al contrario un ulteriore calo dei prezzi (seppur non troppo accentuato, ma graduale) soprattutto per quanto concerne gli appartamenti in vendita da privati. La stagnazione dovuta all'eccesso di offerta cui fa da contraltare una domanda più limitata e più attenta al contenimento delle spese potrebbe protrarsi ancora per un paio d'anni.

  • Sul segmento degli uffici l'ampia scelta e le quotazioni davvero appetibili rispetto al passato hanno indotto molte società a programmare di trasferirsi in complessi più centrali o di categoria superiore, in contesti che a causa dei prezzi inarrivabili, in precedenza risultavano appannaggio esclusivo di "pochi fortunati".

 

 


In conclusione credo che si possa dire che oggi n
on sembra esserci più spazio sul mercato russo (indipendentemente dal settore di competenza) per quegli operatori che puntano sulla strategia del "mordi e fuggi" (o, per dirla in altro modo, dell' "arraffa e scappa"): l'esperienza di tante aziende straniere che oggi -contrariamente a quanto sembrano suggerire i presupposti - sono addirittura in espansione, ci insegna che in Russia le più grandi soddisfazioni sono possibili quando c'è una strategia di lungo termine che permetta di trovare anche nelle crisi (o nelle fasi di recessione) la chiave di lettura più corretta e di cogliere così le opportunità migliori.

 

 

Alessandro Alessio
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Il mercato delle camere in affitto a Mosca   -   21/09/2017

Scritto da alex on . Postato in Blog

Una soluzione ricercata non solo dagli studenti, ma anche da giovani professionisti e famiglie  


Seppur indiscutibilmente i prezzi degli affitti a Mosca si siano parzialmente ridimensionati negli ultimi 2-3 anni in virtù della crisi, dell'instabilità economica e di un più cauto approccio di molte persone al contenimento delle spese, ancora oggi in generale la capitale resta una città dall'elevato costo della vita e dove i valori medi dei canoni di locazione risultano superiori alla maggior parte dei principali centri urbani europee.

Non sorprende dunque che - come capita anche in altre metropoli nel resto del mondo - non solo giovani o studenti ma anche famiglie e professionisti o comunque persone con un impiego stabile e tendenzialmente ben retribuito, preferiscano optare per una soluzione condivisa con altre persone in zona magari più centrale piuttosto che per l'affitto di un appartamento tutto per sé in quartieri più periferici.

Questo genere di situazioni è molto diffuso non solo tra i russi (soprattutto quelli trasferitisi nella capitale dalle regioni), ma anche tra gli stranieri (di solito quelli a cui l'azienda non copre  i costi per l'alloggio). Anche per questo il segmento in oggetto vanta una domanda sempre vivace e costante.

Ci sono persone che prediligono insediarsi in appartamenti condivisi in quanto la trovano una forma stimolante di confronto e socializzazione con coetanei o individui con interessi simili. In altri casi invece la scelta è dettata piuttosto da ristrettezze economiche che inducono anche interi nuclei familiari ad affittare una stanza e vivere in modo simile a come si faceva in periodo sovietico nelle kommunalki, appartamenti condivisi dove in ogni stanza viveva una famiglia e bagno/i e cucina erano in comune.

Qui di seguito riportiamo una panoramica sul tipo di soluzioni che ci si può aspettare di trovare sulla base del budget a disposizione:

·  Budget da 15.000 a 20.000 RUB/mese (fino a 300 Euro al mese)
Solitamente entro questa fascia di prezzo si può sperare di trovare una stanza anche in buone condizioni in quartieri periferici della capitale, in zone comunque coperte dalla metropolitana. In centro teoricamente è possibile trovare camere in affitto, ma in appartamenti con finiture e mobilio desueti e condivisi con un gran numero di coinquilini.

·  Budget tra 21.000 e 25.000 RUB/mese (da 300 a 350 Euro/mese)
Entro questo tetto massimo di spesa è possibile affittare camere in condizioni dignitose all'interno di appartamenti in posizione semi-centrale (entro 15-20 minuti di metrò dal centro) e entro 10-15 minuti a piedi dalla stazione di metropolitana più vicina.

·  Budget tra 26.000 e 30.000 RUB/mese (da 350 a 420 Euro/mese)
Chi dispone di un budget di questo tipo può sperare di trovare soluzioni in buono stato di conservazione anche nei quartieri più centrali della capitale. Proporzionalmente, fuori dal centro si può puntare anche su camere ristrutturate in appartamenti con arredamento moderno e completamente accessoriati.

·  Budget tra 30.000 e 40.000 RUB/mese (da 420 a 600 Euro al mese)
In questa fascia di prezzo è possibile trovare camere in affitto all'interno di appartamenti ristrutturati  situati nei quartieri centrali di Mosca, in zone molto servite. In alternativa, con un po' di fortuna, si può trovare un appartamentino in affitto in condizioni decenti ma non nuove in posizione periferica ma servita dalla metropolitana.

·  Da 45.000-50.000 RUB/mese in su (da 650 a 700 Euro/mese)
Con esborsi di quest'entità si può già puntare appartamenti indipendenti mono- o bilocali in condizioni dignitose in affitto in zone semi-centrali, inseriti in condomini siti entro 10-15 minuti a piedi dal metrò.

·  Da 55.000 RUB/mese in su (da 750 Euro circa/mese in su)
Questo budget permette di considerare appartamenti mono- o bilocali in condizioni interne molto buone e con arredamento moderno siti in zone centrali (nei quartieri ricompresi all'interno della linea circolare del metrò).

                                                    

Alessandro Alessio
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Il settore delle strutture turistico-ricettive in Russia nel 2017 - 14/07/2017

Scritto da alex on . Postato in Blog

Negli ultimi mesi continuano a registrarsi tendenze incoraggianti
 


Già da molti anni diverse catene alberghiere internazionali hanno preso d'assalto la Russia aprendo un gran numero di strutture e puntando in alcuni casi non solo su Mosca e San Pietroburgo, ma anche su altri centri economici importanti del paese con più di un milione di abitanti.

Ed è così che ad oggi ad esempio la catena francese Accor Hotels gestisce ben 39 alberghi con 7 diverse denominazioni (tra cui Mercure, Swissotel, Novotel, Adagio ed Ibis). Al secondo posto per numero di "bandierine" troviamo Carlson Rezidor Hotel Group che vanta 35 strutture per lo più recanti i brand Radisson o Park Inn, tra cui il celeberrimo ex-hotel Ukraina nella capitale, ma anche hotel a Kazan, Sochi, Veliky Novgorod, Petrozavodsk e Yaroslavl. Una menzione di rilievo meritano senz'altro anche le catene Hilton (che comprende anche i brand DoubleTree ed Hampton), Marriott International ed Intercontinental Hotels Group (a cui fanno capo anche i marchi HolidayInn e Crowne Plaza).

La segmentazione del turismo-business

Si calcola che circa il 30% dei visitatori di categoria "business" (chi viaggia per lavoro) nella prima metà del 2017 abbia prenotato in strutture dei 5 gruppi sopra menzionati. Più o meno il 15% invece ha optato per una sistemazione presso altre catene alberghiere straniere, mentre neanche il 7% ha alloggiato presso hotel di società di gestione russe, tra cui spiccano Azimut Hotels, HELIOPARK Hotels & Resorts, Cronwell Hotels & Resorts e AMAKS Hotels.

Stando ai dati resi noti da società specializzate, quando visitano la Russia per viaggi d'affari molti stranieri preferiscono soggiornare presso strutture dei brand Holiday Inn, Hilton Garden Inn, Courtyard by Marriott, Park Inn by Radisson o Novotel. All'estero invece i collaboratori delle grosse aziende spesso prenotano in strutture Novotel, Marriott, Mercure, Hyatt и Hilton.

E' interessante rilevare come - secondo gli addetti ai lavori - gli alberghi a 5-stelle all'estero in media possono risultare significativamente più abbordabili rispetto a strutture di pari categoria in Russia, per questo i turisti "business" spesso in altri paesi organizzano la loro permanenza in strutture ricettive a 4 o 5 stelle, mentre quando vengono in Russia si "accontentano" di soggiornare in hotel a 3 o 4 stelle al massimo.


Non solo Mosca e San Pietroburgo: si comincia a puntare anche sulle regioni

Più della metà di tutti gli hotel gestiti da catene internazionali in Russia sono concentrati nella capitale e a San Pietroburgo, mentre circa il 10% è a Sochi. Negli ultimi mesi però, oltre ai capoluoghi regionali con più di 1 milione di abitanti, alcuni gruppi alberghieri  sembrano orientati a svilupparsi anche in centri con popolazione superiore a 300.000 persone.

Tra i capofila di questa tendenza menzione particolare merita il gruppo Domina, impegnato già da anni nella realizzazione di diversi progetti alberghieri nelle regioni della Federazione Russa, e che - oltre alle strutture già operative a San Pietroburgo e Novosibirsk - ha in progetto nuovi alberghi a Tyumen, Ekaterinburg, Tomsk, Kaliningrad e Lipetsk.

Senza dubbio la designazione della Russia quale paese-organizzatore dei Campionati Mondiali di calcio del 2018 ha dato un ulteriore impulso ai progetti di costruzione di nuove strutture ricettive non solo a Mosca (dove si prevede l'inaugurazione del Four Points By Sheraton all'aeroporto di Vnukovo, un Radisson Blu in un nuovo complesso multifunzionale su Olimpysky Prospekt e Hyatt Regency VTB Arena Petrovsky Park su Leningradsky Prospekt), ma anche in altre città che ospiteranno una parte degli incontri. A Nizhny Novgorod ad esempio aprirà i battenti un nuovo hotel Marriott, a Saransk Four Points by Sheraton, a Rostov-sul-Don strutture di Sheraton e Radisson.

Per alcuni gruppi alberghieri un ulteriore stimolo per la crescita sembra essere il crescente afflusso di turisti dalla Cina e dall'area del sud-est asiatico (Corea e Vietnam in primis), ma anche India ed Iran.
Rispetto al 2016 anche il turismo interno ha registrato dati incoraggianti (+10%), con regioni come il Tatarstan (in particolare il capoluogo Kazan'), l'Altai e Krasnodar (dove si trova Sochi) che registrano una crescente popolarità.

Il potenziale crescente delle sistemazioni alternative

Negli ultimi mesi nelle città a maggiore vocazione turistica le strutture "alternative" hanno registrato un aumento della quota di mercato raggiungendo circa il 10%. La metà dell'offerta di questa categoria riguarda ovviamente i poli d'attrazione turistica per eccellenza: San Pietroburgo e Mosca, dove viaggiatori individuali e famiglie non di rado optano per una sistemazione più economica in mini-hotel, ostelli o appartamenti/stanze in affitto da privati.

Ampia diffusione ha oramai assunto anche in Russia il fenomeno globale di AirBnB. Dati resi noti recentemente da fonti ufficiali parlano di un'offerta che ad oggi supera i 40.000 alloggi in tutto il paese.
Tra maggio 2016 ed aprile 2017 si calcola che ben 400.000 turisti abbiano prenotato la propria sistemazione in Russia tramite il portale, il che equivale ad un incremento dell'85% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Di questi, il 43% è andato a San Pietroburgo, ed il 25% a Mosca.

In quest'ottica si ritiene che entro il 2018 (sempre in occasione dei Mondiali di calcio), il numero di strutture di questo tipo possa crescere fino al 20% rispetto al 2016.

Statistiche a confronto (attualizzate a fine 2016)

Qui di seguito riportiamo i dati resi noti dal dipartimento analitico della società di consulenze Colliers con un'analisi comparativa tra i settori alberghieri di Mosca e San Pietroburgo attualizzati a fine 2016:

 

Mosca

San Pietroburgo

 

2015

2016

2015

2016

 

Numero di camere

 

Circa 48.000

19.785

20.562

Numero di camere in strutture ricettive di catene internazionali

13.723

14.942

8.607

8.948

Tasso medio giornaliero (ADR)

7.245 RUB/notte

7.815 RUB/notte

4.770 RUB/notte

6.070 RUB/notte

Ricavo Medio Camera (RevPar)

4.890 RUB/notte

5.650 RUB/notte

3.050 RUB/notte

4.130 RUB/notte

Occupancy rate

67,5%

72,3%

64%

68%

Flussi turistici registrati

17,1 milioni di persone

17,5 milioni di persone

6.5 milioni di persone

6,9 milioni di persone

fonte: Colliers International

Un investimento sempre attuale

Se già oggi in Russia sono presenti 20 catene internazionali con poco meno di 200 strutture operative in più di 30 città, molti altri gruppi da tutto il mondo da tempo sono alla ricerca di opportunità per entrare su questo mercato che pare destinato a garantire ancora delle ottime prospettive, non solo nel breve/medio termine.  

Chi dovesse essere interessato all'acquisto di immobili a destinazione ricettiva in Russia, può Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per approfondimenti.

 


Alessandro Alessio
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Andamento del mercato dei locali commerciali a San Pietroburgo dall'inizio del 2017 - 02/06/2017

Scritto da alex on . Postato in Blog

Si riduce il numero di spazi sfitti sia nei centri commerciali che sul fronte strada

 

 

Secondo i dati statistici raccolti dal dipartimento analitico della società JLL, nel primo trimestre 2017 si è registrata una riduzione degli spazi sfitti sia all'interno dei centri commerciali cittadini che sul segmento dei locali fronte strada.

Nel primo caso l'andamento generale si spiega anche col fatto che nell'anno in corso in città non sono previste aperture di nuovi complessi di qualità a fronte di una domanda che sembra manifestare una discreta vivacità soprattutto per quanto concerne le piccole metrature. Sullo sfondo della diminuzione della percentuale di spazi sfitti nelle gallerie commerciali le quotazioni massime si sono assestate intorno ai 70.000 RUB/mq/anno (IVA e costi di gestione escluse).

Una tendenza simile si rileva anche sul segmento dei locali fronte strada, dove nelle vie a maggior vocazione commerciale la percentuale di spazi vuoti si è ridotta a poco più del 6%. Il numero delle nuove aperture è stato significativamente superiore a quello delle chiusure (+14%) ed ha riguardato in particolar modo progetti legati al settore della ristorazione (circa il 35%), negozi di generi alimentari (15%) ed attività legate a salute, bellezza e benessere.

L'andamento dei prezzi è stato abbastanza eterogeneo: in certe zone - tra cui su Staro-nevsky e su via Rubinshteyna - la richiesta di spazi di qualità è andata aumentando ma la scarsità dell'offerta ha indotto un incremento delle quotazioni medie ricompreso tra il 10-15%. In altre zone invece meno richieste le quotazioni massime hanno subito un ridimensionamento di circa il 10%. Interessante notare anche come nell'ultimo anno il 15% degli spazi fronte strada hanno cambiato gestione.

Riportiamo qui di seguito una tabella riassuntiva delle quotazioni medie registrate nei principali "corridoi commerciali" della città per locali di suddetta tipologia:

 

Zona di riferimento

Livello medio dei prezzi, IVA inclusa
(espresso in RUB/mq/mese)

 


minimo


massimo

Nevsky prospekt (parte principale)

7.500

13.000

Via Bol'shaya Konyushennaya

3.500

7.500

Staro-Nevsky

2.500

6.500

Moskovsky prospekt

2.000

6.000

Via Sadovaya

2.000

6.000

Vladimirsky prospekt

2.900

5.000

Kamennoostrovsky prospekt

2.500

5.000

Bol'shoy Prospekt P.S. (Petrogradskaya storona)

2.500

4.500

6-7 linii V.O. (Vasilevsky ostrov)

2.500

4.500

Sredny Prospekt V.O.

1.800

4.500

Via Rubinshteyna

2.000

4.500

                fonte: dati statistici JLL

Prospettive nel breve termine

Nei prossimi mesi gli addetti ai lavori prevedono un ulteriore incremento del numero di negozi di prodotti cosmetici, alimentari e farmacie. A parte questo è probabile che con l'inizio della bella stagione alcuni locali sfitti situati lungo le vie più centrali possa venir occupato da negozi di souvenir, fiori o regali col chiaro intento di trarre il massimo vantaggio dai flussi di visitatori che confluiranno in città in concomitanza con il picco della stagione turistica.


Alessandro Alessio
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